Expo 2020

Dopo Milano 2015 e Astana 2017, sarà Dubai a organizzare Expo 2020, un successo anticipato che mira a portare in città oltre 25 milioni di visitatori.

Il 27 novembre 2013 Dubai ha acquisito il diritto di organizzare la prossima Expo 2020. Dopo Milano 2015 e Astana 2017, che presumibilmente non avrà un successo di pubblico eclatante a causa delle limitazioni dovute all’ottenimento del visto kazako, sarà il turno di Dubai per ospitare l’Esposizione Universale, un’occasione che la città dei sogni non intende certo sprecare.

Dubai ha vinto la concorrenza di Izmir in Turchia, tra l’altro finalista nella corsa all’organizzazione di Expo 2015 tenutasi a Milano, Yekaterinburg in Russia e San Paolo del Brasile, con un’Esposizione Universale che avrà titolo “Connecting Minds, Creating the Future“, in italiano traducibile all’incirca come “menti collegate che creano il futuro”.

L’Expo 2020 si terrà dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, sarà la prima Esposizione Universale a tenersi in Medio Oriente e soprattutto sarà la prima in cui la maggioranza dei visitatori sarà proveniente da paesi stranieri.

I tre pilastri su cui si basa l’evento saranno sostenibilità (progresso e prosperità senza compromettere i bisogni delle future generazioni), mobilità (sblocco di nuove possibilità per le persone per diventare contributori per il futuro) e opportunità (creazione di collegamenti più intelligenti e più produttivi).

La scelta di Dubai

Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, governatore di Dubai, affermò a supporto della candidatura della sua città che la chiave per il successo in un mondo così altamente interconnesso come quello del terzo millennio è “una visione rinnovata di progresso e sviluppo, basata su scopi condivisi e impegno, ed è lavorando con collaborazione che l’essere umano riesce ad avanzare veramente”.

Tale nota ha convinto la giuria nell’ultimo turno di votazioni, dove Dubai si è trovata a sfidare la città russa di Yekaterinburg, dopo che al primo turno di votazione è stata eliminata San Paolo e al secondo turno è stata la volta di Izmir.

I progetti di Dubai

Quando il 27 novembre 2013 fu annunciato ufficialmente che Dubai avrebbe organizzato l’Expo 2020, venne festeggiato con dei meravigliosi fuochi artificiali lanciati dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo.

Il giorno seguente fu proclamata festa nazionale per tutte le istituzioni del paese. Il governatore di Dubai ha promesso che nel 2020 la sua città stupirà il mondo: per prepararsi all’evento verranno impiegate 277.000 persone, con un’iniezione di quasi 35 miliardi di euro all’economia della città.

L’Expo 2020 stimano da queste parti che porterà almeno 25 milioni di turisti a Dubai in quell’anno (le previsioni più ottimistiche parlano addirittura di 100 milioni di visitatori in arrivo in città). Per festeggiare l’evento, all’edificio commerciale più alto del mondo che sarà costruito a Dubai nel quartiere di Jumeirah Lake Towers, sarà dato il nome Burj 2020, proprio in onore dell’Esposizione Universale.

Expo Centre

Il sito dove si terrà Expo 2020 è in realtà a metà strada tra Dubai e Abu Dhabi: così facendo esso sarà servito da tre aeroporti internazionali, l’Internazionale di Dubai, l’Al Maktoum di Dubai e l’Internazionale di Abu Dhabi, e un servizio di trasporti pubblici garantirà facilità di accesso per partecipanti e visitatori.

I lavori sono iniziati nel 2015 e si prevede che terminino nel 2019, permettendo così un buon margine di tempo per i test di reti, sistemi e tecnologie. L’Expo Centre, questo il nome del sito, avrà una superficie di 483 ettari, con la capacità di ospitare fino a 300.000 persone al giorno sebbene se ne stimino circa 153.000 ogni giorno, di cui la metà arriveranno con la metropolitana scendendo alla fermata della linea rossa Jebel Ali.

Il sito è stato progettato con in mente la capacità di creare un ecosistema sostenibile, con infrastrutture permanenti, materiali riciclabili e componenti di energia rinnovabili. I piani attuali sono quelli di riutilizzare l’infrasruttura anche dopo Expo 2020: il sito evolverà infatti in una piattaforma a lungo termine per eventi privati e pubblici, garantendo così ulteriore sviluppo alla zona.

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